Rito abbreviato

201710.26
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La cronaca ci ha abituato a sentir parlare di “sconti di pena” anche per i reati più efferati. Cerchiamo di capire come tali sconti vengono concessi partendo dal rito abbreviato. Il rito abbreviato rientra tra quelli speciali previsti dal codice di procedura penale, esso può essere richiesto dall’imputato al solo fine di ottenere lo sconto di un terzo della condanna. In caso invece di reati per i quali è prevista la condanna all’ergastolo, la pena non potrà superare i 30 anni di reclusione. In presenza della richiesta di abbreviato, il giudice non potrà che accettarla decidendo così allo Stato degli atti. Saranno determinanti quindi i soli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari. Il codice prevede un’ulteriore possibilità: l’imputato può altresì subordinare la richiesta di giudizio abbreviato ad una integrazione probatoria che reputa necessaria ai fini della decisione. Questa volta però il giudice ha la possibilità di consentire lo svolgimento di nuove indagini soltanto qualora queste rispettino il principio di celerità del procedimento. Infatti, se la svolgimento di nuove indagini dovesse contrastare con il principio dello Stato degli atti, il giudice sarà tenuto a rigettare la richiesta. La particolarità del rito fa venire in rilievo quella che è la funzione della parte civile eventualmente costituitasi. Questa purtroppo non potrà appellare la sentenza emessa a seguito di rito abbreviato ma soltanto proporre ricorso in Cassazione, la scelta del rito Infatti è attribuita unicamente all’imputato che potrà godere dei rispettivi benefici.

A cura di Flora Flaminio