Processo civile: rito sommario esteso a tutte le cause del giudice unico

201711.27
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Presentato l’emendamento alla Manovra 2018

I tempi della giustizia rappresentano una delle problematiche che maggiormente espongono l’Italia rispetto alle cugine europee, dove brillano per celerità, anche in questo ambito, le nordiche. Un emendamento alla manovra fiscale, che verrà votato a breve, cerca di porre rimedio al gap, prevedendo l’estensione del rito sommario di cognizione a tutte le cause di competenza del giudice unico.
La misura non è innovativa, perché era stata già inserita, nel 2016, nel progetto di decreto legge che prorogò la permanenza in servizio degli apici della Suprema Corte, e che con un’improvvisata fu espunta all’ultimo momento.
Sempre in quell’occasione fu strabiliante la sorpresa degli operatorio del diritto, che davano per certa la promulgazione.
Oggi come allora la mobilitazione contro il contenuto dell’emendamento si manifesta tra le varie associazioni forensi, che inneggiano la presunta violazione del principio di difesa e del contraddittorio.
Ad ogni buon conto, l’eventuale approvazione dell’emendamento potrebbe comportare un notevole risparmio in termini di lungaggine nelle aule civili: dai statistici del 2014 emerge che il corso medio del procedimento civile innescato con rito sommario di cognizione risulta 385 giorni, a fronte degli 840 giorni registrati, nello stesso anno di riferimento, per quelli principiati con rito ordinario di cognizione.
La modifica al codice di rito, tuttavia, fa salvo quello che oggi è il rito ordinario per talune categorie di cause, identificate con quelle, nell’attuale formulazione del codice, di competenza collegiale.
Tra le novità, verrà modificata anche la forma del provvedimento conclusivo che consisterà in una sentenza anziché, come già previsto dall’art. 702 bis e seguenti, c.p.c., da un’ordinanza.

Ecco come potrebbe strutturarsi il nuovo rito.

  • La domanda dovrà essere proposta mediante atto di ricorso al Tribunale competente, e dovrà contenere taluni elementi propri dell’atto di citazione.
  • A seguito del deposito, come di consueto, sarà onere del cancelliere formare il fascicolo d’ufficio e presentarlo al Presidente del tribunale, che lo assegnerà ad un magistrato.
  • Quindi il giudice designato fisserà con decreto l’udienza di comparizione delle parti, assegnando il termine per la costituzione del convenuto, che deve avvenire non oltre 10 giorni prima dell’udienza.
  • Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, dovrà essere notificato alla parte convenuta almeno 30 giorni prima della data fissata per la sua costituzione.
  • Il convenuto dovrà costituirsi con deposito in cancelleria della comparsa di risposta, ove dovrà proporre le sue difese e prendere posizione sui fatti posti dalla parte ricorrente a base della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende avvalersi, i documenti che offre in comunicazione, quindi formulare le conclusioni.
  • Nella stessa comparsa, a pena di decadenza, il resistente dovrà proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non risultano rilevabili d’ufficio.
  • Ugualmente, qualora il convenuto intenda chiamare un terzo in causa dovrà farne dichiarazione nella comparsa di costituzione e chiedere al giudice designato il differimento dell’udienza.
  • Il giudice provvede a fissare la data della nuova udienza assegnando un termine perentorio per la citazione del terzo.
    Alla prima udienza il giudice, sentite le parti, ammette i mezzi di prova proposti e, evitata ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione.
  • Il provvedimento finale consisterà in una sentenza semplificata.
  • L’eventuale appello potrà essere formulato entro 30 giorni dalla pronuncia della sentenza in udienza.

Fonte Altalex