La conversione della pena pecunaria

201711.14
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Lo Stato può rinunciare in presenza di particolari condizioni del debitore a recuperare tali spese quindi se tuttavia non può mai rinunciare al recupero della pena pecuniaria benché nel nostro ordinamento sussista il principio del favor debitoris.  Per tale ragione  che sono previsti delle formule che garantiscano il recupero del credito o attraverso la possibilità di una sua rateizzazione o, come ultima spiaggia, la possibilità che la pena pecuniaria possa essere convertita in una pena limitativa della Libertà personale, in tale contesto  si colloca la conversione della pena pecuniaria di cui oggi cercheremo di capire la procedura. Questa  ha inizio attraverso la con una comunicazione da parte della società Equitalia Spa giustizia che come sappiamo è competente per la riscossione, tale comunicazione potrà sarà inviata alla perchè a sua volta si attivi per la conversione presso il magistrato del condannato disponendo opportune indagini, se Il debitore risulta insolvibile il magistrato di sorveglianza può Innanzitutto disporre la rateizzazione della pena a norma dell’articolo 133 ter codice penale. Qualora nonostante la conversione il credito non venga soddisfatto è ordinata la conversione della pena pecuniaria. La pena della multa e dell’ammenda che non siano state eseguite da parte del condannato si convertono nella libertà controllata per un periodo massimo di un anno e di 6 mesi, inoltre il condannato può richiedere che in alternativa la pena venga convertita in lavoro sostitutivo questo consiste nella prestazione attività non retribuita a favore della collettività. È possibile quindi dedurre che nonostante lo stato non possa rinunciare al recupero non può non tenere in considerazione le esigenze del debitore o sia in questo caso del condannato.